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Croce Rossa di Cassine

                             CROCE ROSSA ITALIANA
FFC                                        Comitato di Cassine





dal 1889

132 anni al servizio della popolazione Cassinese.. e non solo!

Son già passati 132 anni, da quel lontano 4 agosto 1889, giorno in cui fu fondato il primo Comitato della Croce Rossa a Cassìne. Eh si, leggendo i bollettini del Comitato Centrale della CRI di quegl’anni, fu proprio quella la data che venne riportata quale apertura ufficiale del primo Sotto Comitato Comunale della Croce Rossa. Primo presidente fu il Cav. Avv. Giuseppe Benzo, segretario il sig. Gionferri Alfonso (sostituito, qualche anno dopo dal Dott. Giuseppe Taccone) e il Direttore Sanitario il Dott. Cavalli Enrico. Dei primi anni di attività si conoscono ben poche informazioni ma, di certo, si evince che fin dal 1892 a Cassine vi era stazionato un ospedale militare gestito dal personale militare della CRI avente la capienza di 178 posti letto, uno fra i più grandi della II Circoscrizione (PS: la II Circoscrizione comprendeva le attuali provincie di Alessandria, Asti, Cuneo e parte di quella di Pavia e faceva capo in Alessandria, in quanto la città era sede del Comando di Corpo d’Armata dell’Esercito).

Da queste fonti autorevoli si evince, fra l’altro che Cassine fu fra i primi Comitati della seconda circoscrizione, ad essere costituito e, quindi, a tutt'oggi, uno di quelli con maggiore storia della provincia.

Di significativo interesse, qui di seguito riportato, un articolo apparso su “Pro Croce Rossa” Bollettino di propaganda mensile illustrato della II Circoscrizione della C.R.I. e dei Comitati e Delegazioni dipendenti, organo ufficiale del Comitato Regionale di Alessandria. (Anno I num. III fascicolo speciale, Alba, Novembre 1916), descrivente le attività del Comitato CRI di Cassine: "Cassine, che fin dall’anno 1889 figura fra i Comuni del Regno in cui fu costituito un Sotto Comitato Comunale della Croce Rossa, Cassine, che in ogni ricorrenza di eventi lieti o tristi per la nazione italiana diede ognora splendide prove dei suoi sentimenti di umanità e di patriottismo, sentì in questa ora solennemente tragica e gloriosa il risveglio di tali sentimenti; e li tradusse in atto: con generose offerte di oggetti di vestiario, ed altro, a favore dei combattenti; colla costituzione [NDR: fin dal 1889 era costituito un Comitato Comunale, che era gerarchicamente inferiore al Sottocomitato Locale] di un Sottocomitato Locale della C.R.I.; colla offerta di un fabbricato completamente arredato ad uso di Ospedale per malati e feriti in guerra. Il 12 marzo 1916 nella sala di questo Consiglio Comunale si tenne un’adunanza allo scopo di costituire in Cassine un Comitato Locale della Croce Rossa Italiana. L’adunanza riuscì solennemente ed imponente per la qualità e quantità delle persone intervenute; la presiedeva il Comm. dottor Crespi, Presidente del Comitato Regionale di Alessandria; siedevano ai lati del    Dott. Crespi il conte Zoppi, Presidente della Commissione di Propaganda, ed il Cav. Dott. Cavalli, prosindaco di Cassine. Intervennero i consiglieri comunali e le autorità locali, una rappresentanza del corpo insegnante, moltissimi proprietari ed esercenti, e parecchie gentili signore e signorine del paese. Dopo brevi ad acconcie parole del pro-sindaco e del commendatore Crespi, il conte Zoppi pronunciò un brillante applauditissimo discorso, esponendo le alte finalità della Croce Rossa, ed invitando i Cassinesi a costituire il Comitato e ad iscriversi soci. Si procedette quindi alla nomina del presidente del Comitato e per acclamazione fu eletto il comm. Francesco Pellizzari; a consiglieri furono poi all'unanimità nominati i signori: avv. Federico Peverati, cav. Giuseppe Gotta, Dott. Corrado Besson, don Vincenzo Clavenna, Giovanni Sburlati, Luigi Gamalero".


Ospedale Territoriale della Croce Rossa italiana di Cassine 

Data di fondazione 4 agosto 1889

Sempre sul medesimo bollettino era presente anche una entusiasmante descrizione dell’Ospedale Territoriale della C.R.I. "L’ospedale territoriale della Croce Rossa in Cassine, sorto per iniziativa del Sottocomitato Cassinese presieduto dal Commendatore Francesco Pelizzari ed organizzato in modo essenziale dal Conte Avv. Comm. Giovanni Zoppi, Presidente della Deputazione Provinciale e dal Dott. Cav. Enrico Cavalli col contributo generoso di tutta la popolazione, è installato in un ampio e ridente fabbricato eretto su disegno dell’Arch. Mantelli e destinato già a ricovero di vecchi cronici ed inabili al lavoro, giusto il desiderio del Senatore Alessandro Sticca che nel 1830 devolveva a beneficio dei poveri di Cassine il suo patrimonio che saviamente amministrato permetteva nel 1902 l’erezione dell’attuale Ospedale che dal nome del suo primo donatore si intitola. L’ospedale è formato da quattro vaste e ben areate camerate di venti letti ciascuna, poste al pianterreno ed al primo piano dell’edificio, cui s’aggiunge una camerata al secondo piano e due camere di quattro letti attualmente destinate all'isolamento dei malati infettivi. Al pianterreno vi sono ancora installati gli uffici di Direzione e di Amministrazione, le cucine, la dispensa, la farmacia, mentre al primo piano son posti la sala di medicazione, i gabinetti da bagno e le camere d’alloggio del personale direttivo e delle Suore Vincenzine, delegate ai servizi della cucina e della guardaroba. L’assistenza ai malati è affidata alle Dame infermiere guidate alla loro pietosa missione dalla Contessa Maria e dalla Contessina Vittoria Zoppi, infaticabili nell'adempimento scrupoloso del loro compito, devotamente amate dai soldati come madri o come sorelle. La facciata prospetta un viale fatto di roseti rifiorenti ed aleggiato dalla frescura di un fertile frutteto, mentre il lato posteriore dell’edifizio è coltivato ad orto che fornisce i suoi prodotti alla mensa del soldato e che è preceduto da un ampio cortile ombrato, sede prescelta dai degenti nella lettura dei giornali mattutini, nelle interminabili partite a bocce, nelle bissate audizioni fonografiche e nel collettivo gioco della tombola che si perpetua fino a tarda sera, fino al risonar nostalgico delle prolungatesi note del “silenzio”.

Fiancheggia il vasto cortile la lavanderia a vapore che serve anche come camera di disinfezione, il dormitorio ove si accasermano i militi, e la sala delle applicazioni elettro-terapiche che, a mezzo di un trasformatore rotativo della corrente stradale alternata, ha potuto fornirsi di corrente galvanica, faradica, mista, nonché di corrente ad alta frequenza. Ed alla sala elettrica affluiscono gli infermi da quando, con provvido pensiero, l’Ispettore medico per la seconda circoscrizione Maggiore Dott. Ernesto Baretta, ha pensato di concentrare qui dagli Ospedali della Croce Rossa di tutta la Circoscrizione (che comprendeva le provincie di Cuneo, Alessandria - con Asti - e Pavia), i soldati bisognosi di cure specializzate, gli infermi affetti da lesioni del sistema nervoso periferico, del midollo spinale e dell’encefalo i quali abbiano oltrepassato il periodo cosi detto chirurgico dell’affezione: e l’opportunità del provvedimento è affermata obbiettivamente dal moltiplicarsi della casistica neurologica che forma uno dei problemi più interessanti dell’attuale guerra, ma ancor più dai benefici effetti che sulla validità futura dei malati la moderna terapia ha saputo dimostrare. Gli splendidi risultati che ogni giorno si ottengono nella cura delle suaccennate malattie, ed il perfetto funzionamento amministrativo dello Ospedale, sono essenzialmente dovuti all'opera del Direttore Capitano CRI Dott. Lorenzo Gualino, il quale alla scienza medica specializzata accoppia un alto sentimento del dovere ed una assidua cordialità, che lo rende caro a tutti, ed adorato dai bravi soldati affidati alle sue cure. Il Dott. Gualino è validamente coadiuvato per la parte sanitaria dal Dottor Corrado Besson, Tenente di complemento, e per quella amministrativa dai signori: Dott. Pietro Poggio, sottotenente, Avv. Camillo Borasio, maresciallo, Avv. Adolfo Valsecchi, sergente maggiore, Vitale Filippa, caporale. Le funzioni di segretario del Comitato furono affidate al Sig. Cesare Debenedetti. Apertasi quindi fra i presenti la iscrizione dei soci, risultano iscritti tre soci perpetui (il dottor Besson, l’Avv. F. Peverati ed il comm. F. Pelizzari), e trentacinque temporanei, parecchi dei quali versarono subito la loro quota. Il gentil sesso era nella riunione degnamente rappresentato dalle signore: contessa Maria Zoppi-Comolli; sig.ne: Vittoria Zoppi, Delfina Macagno, Maria Aburati, Benilde Baldi, Tina Baldi, Teresa Ponte; signore: Matilde Debenedetti, Daria Seves, le quali tutte si iscrissero socie, riservandosi di accordarsi poi fra di loro e col Presidente per costituire il Consiglio femminile a mente dell’art. 111 del Regolamento Nazionale. La fornitura dell’acqua è fatta a mezzo di una pompa elettrica che distribuisce acqua potabile a tutto l’edifizio, acqua calda per i bagni, ed alimenta il getto delle latrine. Nei sotterranei si è trovato modo di impiantare un modesto laboratorio fotografico ed i solai servono di magazzino per gli indumenti militari. L’ospedale è completato da un piccolo Oratorio per gli esercizi spirituali cui è prefisso Padre Norberto dei frati Cappuccini, ma le funzioni solenni, come la messa domenicale, si svolgono all'aperto e i concerti liturgici dell’armonium accompagnano le preghiere che fervide i soldati vanno elevando alla maggior gloria d’Italia".

Da non dimentica che, in quegl’anni, la Presidenza della II Circoscrizione fu retta per molti anni da diversi personaggi Cassinesi, quali il Conte Giuseppe Tarino di Groppello e i conti Giovanni e Vittorio Zoppi. Oltre ad essi, uno in particolare, l’On. Sen. Conte Avv. Giuseppe Frascara, nativo di Sezzadio (che già faceva parte quale comune della giurisdizione del Comitato Cassinese della CRI) fu nominato da S.M. il Re Vittorio Emanuele III, Presidente Generale della Croce Rossa Italiana e, fra l’altro, ancor’oggi esso è l’unico presidente generale della CRI piemontese.

In ricordo dell’importante anniversario dei 125 anni della presenza della Croce Rossa a Cassine, il Comitato Locale ha dedicato, nel 2015, il tradizionale “calendario”. Tutto ciò premesso, doveroso modo per ricordare quanti ci hanno preceduto, volendo rinsaldare l’antico legame fra i Cassinesi e la benemerita istituzione umanitaria della Croce Rossa.